Prevenzione Oncologica

Salute? È il pensiero che conta!

think positiveI nostri pensieri influenzano la nostra vita e il benessere.

Di fronte alle quattro parole che più spaventano “lei ha un tumore” si possono catalogare tre categorie di pazienti .

La prima categoria (il 15-20%) consciamente o inconsciamente accetta la diagnosi come una notizia “quasi attesa da qualche tempo..:” e che sembra sollevarli , perchè offrirebbe loro un modo per fuggire i problemi che li assillano.

C’è gente che – avuta la notizia – tornano a casa e cominciano a disporre dei loro averi e delle loro proprietà. Spesso non dimostrano alcuno stress. Lottano più i medici a contrastare il cancro, che non loro, quasi rassegnati, ma lucidi ed efficienti.

La seconda categoria (il 60-65%) dei pazienti segue “alla lettera” le cure proposte dagli specialisti nella speranza che essi abbiano ragione.
Eseguono puntualmente tutti i controlli e le prescrizioni a loro sottoposte. Sono psicologicamente poco impegnati contro la malattia. Si sono affidati agli esperti e contano sulle loro scelte che ritengono le più opportune.

La terza categoria (il 15-20%) è quella dei “pazienti eccezionali” perchè rifiutano il ruolo di vittima, vogliono conoscere la loro malattia e contribuire alla lotta per la possibile guarigione.

Non accettano ciecamente ciò che il medico propone, ma vogliono partecipare alla scelta della cura. Contano sul sostegno della famiglia

Profile view of man with DNA
Profile view of man with DNA

e sull’ effetto benefico che il potersi confidare contiene.

Ritengono che un trattamento scelto “per paura” difficilmente avrà un effetto positivo.

Come esistono pazienti-schiavi e pazienti di “libero pensiero” esistono anche medici tiranni (non parlano mai con il paziente, si limitano a prescrivere medicine e passare al prossimo paziente). Ed esistono anche medici di “pensiero libero” che parlano apertamente con i propri pazienti e vogliono che essi siano coscientemente d’ accordo con la cura prescelta per combattere il cancro.

Senza nulla togliere alla medicina convenzionale ci sono oramai parecchi esempi a testimonianza che la mente può aiutare la guarigione dal cancro.

Di sicuro l’ eventuale successo dell’ attività mentale dipende molto dall’ atteggiamento del paziente e va ricordato che c’è un’altra forte differenza fra il “desiderio” e “la speranza”.

La speranza vede la possibilità di una soluzione mentre con il desiderio il paziente rimane in ansiosa attesa del’ auspicato miracolo.

Indubbiamente la pace dello spirito trasmette un messaggio positivo al proprio corpo. Al contrario, uno stato di depressione e timore trasmette un messaggio di morte. Un atteggiamento positivo della mente infatti aiuta il corpo.

In seguito ai progressi della medicina moderna i medici tendono ad essere troppo razionali e meno propensi dei loro pazienti a credere nel potere della mente e dello stato dell’ animo.

Così molti di loro hanno la brutta abitudine di pensare a quanto rimane da vivere ai loro pazienti e quando non ottengono esiti positivi dalle terapie, tendono a perdere speranza, come il paziente.

Un atteggiamento positivo invece fortifica la capacità del paziente a reagire in modo positivo.

A sostegno di ciò ci si può ricordare anche quanto segue :

Ogni volta che si decide di sperimentare un nuovo farmaco viene effettuato un test in doppio cieco, ovvero né il paziente, né il medico sono a conoscenza di quale tipo di farmaco viene effettivamente somministrato.

In quasi tutti gli studi una parte dei pazienti riceve un “placebo”, cioè una sostanza che ha un sapore, ma che non contiene alcun principio attivo (per esempio , della banale acqua colorata).

Le statistiche parlano chiaro : le persone cui viene somministrato il placebo in molti casi traggono giovamento allo stesso modo di quelle cui viene somministrato il farmaco vero e proprio.

Perchè accade questo ? Perchè a quanto pare, la nostra mente e le sue convinzioni hanno un potere sbalorditivo.

E del come e del perchè ne parla il chimico, biologo ed ex scienziato dell’industria farmaceutica David Hamilton con il suo libro “E’ il pensiero che conta”.

Il libro riporta prove incredibili di come tanta gente sia riuscita a guarire anche da malattie molto gravi solo “credendoci” o adoperando semplici tecniche di visualizzazione. (Ma non sempre).

Il dott. Hamilton mostra l’affascinante connessione che esiste tra la mente e il corpo che, solo nei paesi occidentali viene distinta.

Esistono alcune molecole chiamate neuropeptidi che collegano pensieri ed emozioni con ogni parte del nostro corpo.

Di conseguenza essi, influiranno sulla nostra salute in maniera diversa a seconda che si tratti di pensieri di rabbia o amore.

Uno studio effettuato dall’ Institute of Herartmath ha dimostato che le persone che avevano pensieri di compassione e amore mostravano anche un rapido aumento di quantità di immunoglobulina A nella saliva, mentre quelle indotte ad avere rabbia mostravano una significativa riduizone.

Nel volume vengono riportate tantissime ricerche a sostegno della sua ipotesi : la mente è in grado di modificare il nostro corpo persino a livello genetico.

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