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LE FORME D’ARTE COME PREVENZIONE E TERAPIA

Arte-02L’arte è l’espressone dei sentimenti più profondi nel modo più semplice. (Albert Einstein)

Con la parola “arte” intendiamo più forme: pittura, danza, scrittura,… Spesso pensiamo che siano cose riservate a per pochi eletti, ma in realtà non sono necessarie precedenti esperienze o competenze di tipo artistico! Pensiamola come un’occasione per conoscersi meglio, comunicare (esprimere?) se stessi e le proprie emozioni.

Non esistono giudizi estetici: ogni prodotto è unico e personale, di valore inestimabile!

Soprattutto da adulti siamo abituati a dare più attenzione alla mente che alle sensazioni. Prendiamo invece spunto dai bambini. Infatti, grazie al canale privilegiato con l’arte ed il mondo interiore, loro riescono a esprimersi senza giudizi, a divertirsi e ad essere felici.

Ricordiamoci questo: ogni persona è unica, anche nelle sue difficoltà.
Un momento in cui siamo tutti uguali è proprio l’arte!! Ecco perché “unisce”.

Forse abbiamo doti nascoste; ed allora perché non andarle a cercare? Ci sono molte iniziative e gruppi cui potersi iscrivere, anche solo per stare in compagnia.

20170428_161137Un esempio? Il “gruppo di pittura creativa” “Il colore è vita – Farbe ist Leben”, ideato dal Servizio di Radioterapia dell’Azienda Sanitaria di Bolzano ed organizzato dalla LILT (Sezione di Bolzano) assieme alla Casa di Cura Bonvicini. ll corso, tenuto dall’artista altoatesina Sigrid Trojer, è dedicato ai pazienti oncologici in terapia e/o in post terapia ed ai loro familiari.

Lo scopo? Mantenere la persona attiva e, almeno per un po’, distrarla dal problema di salute.
Nel momento creativo, infatti, la concentrazione si sposta. Questo è molto utile, non solo a pazienti, ma a tutti.

 

Arte e emozioni sono strettamente legate.


L’arte permette un’espressione diretta, immediata, spontanea ed istintiva di noi stessi, che non passa attraverso la mente. Diventa possibile “vedere” ed “esprimere” molto più di quello che le parole possono fare.

L’immagine interna diventa immagine esterna, visibile e condivisibile. Si comunica all’altro il proprio mondo interiore. La creazione dell’artista nasce dal vissuto personale; incorpora idee, sentimenti, sogni, aspirazioni; narra e veicola emozioni.

Alcune volte le emozioni sono “bloccate” o non vengono vissute nella maniera corretta. L’attività artistica può essere d’aiuto per risolvere conflitti, problemi di comunicazione, difficoltà di espressione e molto altro.

Perché? Perché è un efficace mezzo di: guarigione, sostegno dell’IO, espressione di sé, regolazione dell’attività emozionale, comprensione, attribuzione di senso a quel che ci accade,

Molti psicoterapeuti hanno infatti riscontrato effetti benefici dell’arte nell’aiutare pazienti con difficoltà, proprio perché libera la soggettività della persona.

La psicologia dell’arte è un ramo della psicologia e studia la creazione e l’apprezzamento artistico da una prospettiva psicologica. Esistono molti aspetti che collegano la psicologia dell’arte alla psicologia in generale, come ad esempio: la percezione, l’emozione, il ricordo, il pensiero e il linguaggio.

Quanti di noi hanno sentito parlare di ARTETERAPIA? Moltissimi, vero?
Ma come può l’arte essere anche terapeutica? L’arte-terapia è un insieme di tecniche e di trattamenti terapeutici che utilizzano le forme artistiche per promuovere la salute (o favorire la guarigione) della persona, nella sfera: emotiva, affettiva e relazionale.

È una disciplina che prende spunto da molti approcci teorici (psicoanalitico, psicodinamico, cognitivista, ecc. ), che mirano a conciliare i conflitti emotivi e promuovere l’autoconsapevolezza e l’accettazione di sé.

L’idea che l’arte abbia un valore terapeutico è molto antica: la storia delle arti creative, infatti, si è spesso intrecciata con quella della salute mentale. Già gli antichi Greci attribuivano una funzione catartica al teatro, che veniva utilizzato per liberare le emozioni represse e ritrovare uno stile di vita equilibrato. Il teatro greco, può essere visto oggi come una sorta di “sostegno arte-terapeutico”.

Nel XX secolo, grazie alla psicoanalisi (e soprattutto con Sigmund Freud (1856-1939) e Carl Jung (1875-1961) ), vennero mossi i primi passi verso l’arteterapia così come la intendiamo ora.

Una piccola curiosità?! I primi gruppi di arte-terapia nascono nel 1942 negli ospedali psichiatrici, come aiuto a chi si trova in condizioni di grave sofferenza psichica. Sin dalla sua nascita, l’arte-terapia si è quindi sviluppata principalmente come strumento di sostegno nelle cure psichiatriche (e viene usata ancora adesso).

Inizialmente vista come mezzo per accedere all’inconscio (matrice freudiana), grazie a Edith Kramer (1916-2014), diventa ciò che è tuttora. L’attenzione si sposta: al centro di tutto non c’è il risultato, ma il processo creativo.

Con il passare del tempo l’arte-terapia si è evoluta permettendo di esprimere non solo la patologia, ma anche la propria esperienza di vita. L’Arte-terapia non solo agevola la guarigione ma, soprattutto, promuove il benessere, la consapevolezza e aumenta l’autostima.

Le Arti che possono essere utilizzate con fini “benefici” sono molte:

–   visiva (pittura, scultura, collage, fotografia, video, fumetti, etc)
–   musica (musicoterapia)  (NDR. vedi i precedenti articoli “MUSICA” BENESSERE PER L’ANIMA E IL CORPO – 1^ Parte e 2^ Parte)
–   danza (danzaterapia)
–   teatro (teatroterapia)

 

Gli ambiti in cui l’ arte terapia è utilizzata con maggior successo sono:

– contesto medico-psichiatrico
riabilitazione
Utilizzata quest’ultima anche con bambini, anziani, adolescenti e adulti portatori di handicap fisici. Diventa un’esperienza ludica, di gioco senza giudizi né condizionamenti.
L’obiettivo non è “fare bene”, ma è comunicare i nostri pensieri ed emozioni. Nella riabilitazione di soggetti con danni neurologici o con handicap fisici, esprimersi creativamente, può aiutare a ridurre la negazione della disabilità, a raggiungere una maggiore autonomia personale e a sviluppare sane relazioni sociali.

– contesti di educazione-prevenzione
Una forma di educazione alla sensibilità, alla creatività, all’autoconsapevolezza ed all’accettazione di sé. Favorisce una maggiore conoscenza di sé stessi nei momenti di cambiamento che capitano nella vita (es. crisi coniugale, cambiamento di lavoro, leggera depressione a seguito per es. del pensionamento, ecc.).

– ambito medico
utile per la regolazione emotiva di pazienti affetti da patologie croniche, o in attesa di essere sottoposti ad importanti interventi chirurgici. Spesso usata con bambini e pazienti oncologici.

I benefici della pittura come terapia

La pittura è un bellissimo modo di esprimersi, di manifestare sentimenti e pensieri. Il disegno e la pittura vengono utilizzate in arte-terapia per acquisire o potenziare la capacità di contattare le emozioni e rappresentarle in una dimensione fantastica attraverso la forma e il colore. Inoltre, richiedendo l’attivazione della coordinazione visuo-motoria e la capacità di movimenti fini e precisi, comporta un giovamento anche da un punto di vista motorio.

Il disegno assume in arte-terapia tre significati:

– ludico (per creare)
– narrativo (per raccontare di sé) e
– conoscitivo (per porsi e rispondere a delle domande).

Ha soprattutto un valore proiettivo: permette infatti di far diventare “concreti e visibili” i propri conflitti e ansie. Questo aiuta la persona a vedere il problema “da fuori” e permette di affrontarlo più positivamente ed efficacemente.

Inoltre, migliora la comunicazione e la capacità di far gruppo.

Nel gruppo ci si fa forza e coraggio, si apprezza la propria opera e quelle altrui.

Questi sono mezzi potenti di rinascita e felicità.

Prevenzione quindi a tutto tondo, anche con i colori.

Detto ciò………

foto3-cut
Sigrid Trojer

Vi ricordiamo che in autunno è previsto l’inizio del quinto e ultimo (per quest’ anno??) corso di pittura “Il colore è vita – Farbe ist Leben”, che si tiene presso la Casa di Cura Bonvicini.

Per informazioni e iscrizioni potete rivolgervi direttamente alla segreteria della Radioterapia presso la Casa di Cura Bonvicini Tel. 0471 442770.

dott.ssa Martina Valentini

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