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Perché la memoria perde colpi?

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Perché la memoria perde colpi?

Dimenticare all’improvviso dove si sono messe le chiavi dell’auto (ma poi ritrovarle) non deve allarmare, bensì spingere a riconsiderare un determinato stile di vita, perché potrebbe essere arrivato il momento di cambiarlo.

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Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno sulla rivista Sleep, le persone che dormono all’incirca solo 4 ore per notte hanno maggiori probabilità di dimenticare le cose quando sono sotto stress rispetto a chi invece riposa di più, per esempio otto ore filate. «Dormire il giusto numero di ore è fondamentale per il buon funzionamento della memoria – conferma Maria Caserta, co-direttore della Memory and Aging Clinic dell’Università dell’Illinois- perché questa dimenticanza da insonnia indotta potrebbe manifestarsi quando uno meno se lo aspetta».

Essere sempre in ansiaPerchè-ho-lansia-300x158
Una delle caratteristiche dello “stressato cronico” è avere mille pensieri che si accavallano in testa. Riuscire a metterli in ordine e soprattutto ricordarli tutti diventa praticamente impossibile.
«Le continue preoccupazioni interferiscono col tentativo d’imparare qualcosa di nuovo e memorizzarlo – spiega ancora l’esperta – perché è come se la mente viaggiasse su un binario diverso. Per questo motivo le forme gravi di ansia devono sempre essere curate, in modo che i soggetti che ne soffrono siano in grado di ascoltare, concentrarsi e ricordare».

Stare seduti tutto il giornobambino-seduto-male
La sedentarietà non è nemica solo della forma fisica, ma anche del buon riposo; l’insonnia è cattiva consigliera per la memoria. Per ovviare alle dimenticanze non occorre però sfiancarsi in palestra: 30 minuti di esercizio al giorno sono sufficienti per dormire meglio e ricordare di più.

Assumere determinati farmaciFARMACI
Gli antistaminici possono essere di sollievo agli starnuti allergici, «ma vanno a bloccare un neurotrasmettitore del cervello che svolge un ruolo importante nella funzione mnemonica», avverte la dottoressa Caserta, che mette in guardia «dall’utilizzo di questi medicinali anche come coadiuvanti del riposo notturno». Un’altra categoria di farmaci legata alla perdita di memoria è quella degli antidepressivi: in caso di momentanee defaillance mnemoniche è bene rivolgersi al medico per farsi prescrivere dei prodotti con minori effetti collaterali.

Entrare in menopausamenopausa-sintomi
Come ha confermato una ricerca dell’Università di Rochester, due terzi delle donne soffre della cosiddetta brain fog, ovvero l’annebbiamento del cervello provocato dai cambiamenti ormonali tipici della menopausa. Essi infatti vanno a colpire le funzioni cognitive. Oltre alle alterazioni dei livelli di estrogeni, anche le vampate notturne possono compromettere la capacità femminile di ricordare le cose! I continui risvegli “sudati” incidono negativamente sulla qualità del riposo.

Avere troppe sollecitazionimultitaskingL’avvento dei social media ha creato una fonte di distrazione cronica: si è sempre meno capaci di restare concentrati su qualcosa e quindi di ricordare. «Il cervello umano è in grado di gestire una discreta quantità di stimoli – spiega infatti Caserta -, ma è bene non costringerlo a lavorare contemporaneamente su dieci cose diverse, costringendolo a ricordarle tutte, bensì a focalizzare l’attenzione solo su due o tre aspetti importanti».

Aumentare il consumo di alcolicialcol
Che male può fare un bicchiere di vino in più?! In termini di memoria, possiamo affermare: parecchio! Come sottolinea l’esperta, «quando s’invecchia, la tolleranza all’alcol diminuisce». Di conseguenza, anche un solo bicchierino in più del solito può far sentire subito più alticci. Questo non aiuta il sonno e quindi, come abbiamo visto, la memoria.

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Invecchiare
Se a vent’anni si ricordavano le cose con facilità, col passare del tempo questa capacità diminuisce. Tutto ciò, pur essendo comprensibilmente frustrante, è del tutto naturale perché legato al normale invecchiamento fisiologico.

In altre parole: non c’è da preoccuparsi se la scorsa settimana abbiamo perso le chiavi (poi ritrovate), mentre invece è il caso di farlo se queste dimenticanze interferiscono con le normali attività (allungando per esempio i tempi in cui si portano a termine compiti/attività che prima venivano svolti più velocemente) o se si ripetono con frequenza.

«In questi casi vale la pena andare dal medico per sottoporsi ad alcuni test neurologici», consiglia la Dott.ssa Caserta.

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”

 

 


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