Informazione!, Occhio agli occhi, prevenzione

“Caramelle” di detersivo monodose “tenetele lontane dai bambini”

Possibili lesioni oculari e ingestione del contenuto, che irrita le mucose.

Monodosi
“Niente detersivi monodose ai bambini”
così recita una campagna di sensibilizzazione lanciata qualche tempo fa in tutta Europa dai principiali produttori di prodotti per la pulizia del bucato, sostenuta in Italia, dal Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano. Parliamo delle capsule idrosolubili per lavatrice, ovvero quelle specie di “caramellone” colorate predosate in commercio ormai da diversi anni.

“Quando sono state messe sul mercato, nell’agosto 2010, i problemi sono stati immediati – racconta Franca Davanzo, direttrice del Centro Antiveleni di Milano – in pochi giorni siamo passati da poche a tantissime segnalazioni di incidenti domestici con detersivi, per la stragrande maggioranza riguardanti bambini sotto i 5 anni.

Le capsule inizialmente erano prodotte con colori scintillanti – rosa intenso, arancione, fucsia e lilla – e vendute in confezioni trasparenti che mostravano il contenuto. I bambini le scambiavano per caramelle e gli incidenti si sono moltiplicati.

Immagine1

Abbiamo avviato uno scambio di informazioni con il Ministero della Salute e con le aziende produttrici e le cose sono un pò cambiate, ameno in Italia. Nel 2015 anche l’Europa ha dato indicazioni precise, visto il proliferare di segnalazioni, chiedendo di rendere opachi i contenitori esterni e di rafforzare il sistema di chiusura.

Questi accorgimenti hanno fatto crollare gli incidenti. Purtroppo ci risulta che in altri Paesi europei siano ancora in vendita prodotti non “a prova di bambino”.

Al Centro Antiveleni di Milano sono arrivate, dal 2010 al 2016, 2.200 segnalazioni cliniche relative a incidenti con detersivi monodose per lavatrice, il 90% dei quali relativi a bambini sotto i 5 anni. Nella maggior parte dei casi si trattava di ingestione (82%), seguita da lesioni oculari (5%) e cutanee (1%), quando l’esposizione era singola (88,1%).

“Si tratta di un prodotto molto concentrato, che, ha contatto con mucose, richiama tutta l’acqua dei tessuti lasciandoli disidratati, con un effetto simil-ustione. Si tratta però di un danno reversibile: i tessuti tornano allo stato normale in 24-48 ore. Se però il contatto riguarda gli occhi, i tempi di ripresa si allungano.

Gel capsules with laundry detergent close up

All’inizio alcune persone tagliavano la capsula per utilizzare metà del contenuto (se la lavatrice non era a carico pieno), non pensando che in questo modo il liquido sarebbe schizzato ovunque. Se il prodotto viene ingerito – come accaduto a moltissimi bambini piccoli – il rischio è che, essendo schiumogeno, è irritante per le mucose e induce il vomito; se il rigurgito finisce però nelle vie aeree può causare una polmonite.

La gravità del danno dipende comunque dalla quantità di liquido a contatto con l’organismo, per questo alcuni produttori hanno deciso di divedere la capsula in diverse sezioni, rendendo molto difficile la rottura di tutte contemporaneamente.”

Le lesioni si sono verificate quasi esclusivamente in casa, specialmente quando i bambini hanno manipolato le capsule spruzzandosene il contenuto in uno o entrambi gli occhi o quando il contenuto è colato sulle mani, strofinate poi sugli occhi. Questi risultati suggeriscono ai produttori di rendere meno attrattive le confezioni eliminando nel contempo la resistenza dell’involucro alla manipolazione.   

aid45644-v4-728px-Comfort-a-Sore-and-Itchy-Eye-Step-2-Version-6“Lavare gli occhi, poi Pronto Soccorso”
Dunque, come comportasi in caso di incidente a casa? “Se il detersivo finisce negli occhi del bambino, bisogna lavare la parte interessata sotto un filo d’acqua possibilmente tiepida, anche sotto le palpebre, per una decina di minuti. Dopo il lavaggio suddetto, la cosa giusta da fare è andare in Pronto Soccorso, perché in ospedale vengono applicati sulla parte interessata prodotti specifici che bloccano immediatamente l’attività dei detergenti. Il rischio che si può correre, se non si interviene correttamente, è legato a congiuntiviti e, nei casi più gravi, a lesioni della cornea”.

(di Laura Cuppini)

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”

 


LILT LOGO 2

 

Seguiteci anche sul nostro sito internet:
www.liltbolzanobozen.com

 

I nostri collaboratori:

fare-un-giornalino_01

 

 

 


 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...