Alimentazione, Informazione!, prevenzione

Intolleranze alimentari: troppi test falsi.

Seri consigli di medici ed un sito Internet “dottoremaeveroche.it” per informarsi, partendo da solide basi scientifiche, e scoprire le mille e una bufala che circolano in Rete.



Dubbi sulla salute e rapporto con il medico ,
Mille e una bufala. Clamorosa in medicina è quella sui test per le intolleranze alimentari, che abbindolano centinaia di migliaia di italiani. Le società scientifiche hanno concordato un documento-decalogo, approvato anche dal Ministero della Salute. Capofila l’Adi, l’Associazione di dietetica e nutrizione clinica. È la prima pronuncia ufficiale di tutti gli specialisti del settore e verrà inserita nel sito antibufale con l’obiettivo «di rispondere ai principali dubbi sulla salute dei cittadini e di rinsaldare il rapporto col medico».

Abolire un alimento non serve a dimagrire
Sovrappeso, obesità e disturbi gastrici, come ad esempio gonfiore addominale e difficoltà nel digerire, non dipendono da intolleranze alimentari. La causa è uno stile di vita non adeguato. Le vere intolleranze sono responsabili di disturbi gastrointestinali o di altro tipo, non dell’aumento di peso. La credenza che un certo alimento sia alla base delle difficoltà a dimagrire è molto comune e ha favorito il mercato di diete prescritte sulla base di esami che non trovano riscontro in letteratura scientifica. Attenzione: regimi dietetici sbagliati possono causare carenze nutrizionali anche gravi, in tutti: adulti e bambini in crescita.

Un errore: fare da soli o fidarsi di Internet
No all’autodiagnosi e ai test effettuati direttamente presso i laboratori senza il filtro della prescrizione medica. Se c’è un problema legato all’ingestione di uno o più alimenti, bisogna rivolgersi al proprio medico che a sua volta potrebbe inviarvi a un collega di sua fiducia e competente in questo ambito specialistico. Sarà poi lui a indicare gli esami da eseguire e a leggerli per formulare la diagnosi corretta. Web, social network e mass media hanno un compito informativo e non possono sostituire i professionisti. E’ quindi sbagliatissimo fidarsi di internet per diagnosi e terapia, così come ascoltare i consigli di amici e conoscenti.

Diffidare di chiunque proponga test per l’intolleranza alimentare non scientifici.
Un elenco di quelli non validati? Eccolo: dosaggio anticorpi IG4, citotossico (sul sangue), Alcat Test (l’individuo perde forza se tiene in mano l’alimento). Test Elettrici (vega-test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrength, sarm test, moratest). Test kinesiologici (perdita di forza in presenza dell’alimento), Dria Test (basato sulla forza muscolare, misurata dopo la somministrazione dell’alimento “incriminato” sotto la lingua). Analisi del capello (misura carenza di alimenti e eccesso di metalli pesanti). Iridologia (analisi del fondo dell’occhio). Biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.Insomma.. Ne esistono moltissimi!!

Diete “ad esclusione” solo se lo dice medico
No a diete ad esclusione. Non eliminare un alimento senza diagnosi e prescrizione medica. Diete sbagliate, autogestite e restrittive possono creare danni nutrizionali non trascurabili e creare malnutrizione.

Quando si intraprende una dieta con la giustificata esclusione di un alimento, devono essere fornite specifiche indicazioni nutrizionali per un adeguato apporto calorico. La raccomandazione è legata alla popolarità di diete senza, ad esempio, carne, carboidrati o latticini.

Di norma latte e glutine non sono da bandire
Non togliere mai il glutine dalla dieta se non c’é una accertata intolleranza. È una proteina che non deve mancare se non è dimostrato che fa male con esami da eseguire in ambito sanitario specialistico e competente, linee guida diagnostiche.

Lo stesso vale per latte e derivati il cui bando è insensato in mancanza di diagnosi di intolleranza al lattosio o di allergia alle proteine del latte. Una buona parte della popolazione attribuisce a queste due sostanze responsabilità sull’aumento di peso. Anche l’associazione dei celiaci e il ministero della Salute hanno lanciato dei warning su questo rischio. La dieta viene impoverita senza motivo.

Per la diagnosi corretta ci sono gli specialisti
Per una corretta diagnosi rivolgersi ad un medico. Non rivolgersi a personale non sanitario e attenzione a coloro che praticano – senza titolo – professioni sanitarie. I test per le intolleranze vengono spesso proposti da figuren non competenti e non autorizzate. Non fare i test in centri estetici, palestre, farmacie, laboratori di analisi o altre strutture non specificatamente sanitarie. Non cedere alle proposte scontate di internet.

(Margherita De Bac)

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”


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