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L’importanza di vaccinarsi per “invecchiare” in salute

“Prevenire” significa intervenire sulla popolazione sana, e questo a volte risulta un concetto difficile da comprendere, specie nel campo delle vaccinazioni.

Una vaccinazione appropriata però produce un impatto positivo sia per il singolo, in termini di miglioramento della qualità di vita, che per il Servizio Sanitario Nazionale con una riduzione dei costi per gestione della patologia, delle complicanze, delle ospedalizzazioni e non ultimo, nel caso di malattie infettive, con un minor uso di antibiotici, e quindi minor sviluppo di germi resistenti agli antibiotici all’ interno di una popolazione di vaccinati.
Oggi quindi siamo in grado di prevenire alcune malattie e le loro complicanze grazie ai vaccini che sono ampiamente tollerati, sicuri ed efficaci.

Le “vaccinazioni” non sono solo “roba da bambini” e bisogna sensibilizzare la popolazione adulta ed anziana ad usufruire di questa importante opportunità messa a disposizione dal Servizio Sanitario, Uffici di Igiene dell’Azienda Sanitaria.

Benchè l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indichi nel 75% l’obiettivo di copertura vaccinale minimo, e nel 95% quello ottimale, lo scorso anno in Italia si è vaccinato solo il 53,1% degli over 65, con notevoli differenze regionali.
Alcune regioni come Trentino ed Emilia Romagna inviano automaticamente, a chi compie 65 anni, l’invito a vaccinarsi.

Ma verso cosa conviene vaccinarsi, da over 65?

Per l’OMS l’infezione da Pneumococco è la causa principale di morbilità e mortalità a livello globale per bambini ed anziani.
Il batterio che tutti ospitiamo nel naso-faringe, di solito in modo innocuo, causa il 50% delle polmoniti, oltre alla meningite ed alle otiti ed ha come complicanze più frequenti l’insufficienza respiratoria e l’insufficienza cardiaca.

L’Herpes Zooster, è un virus responsabile di una nevrite, conosciuta anche come “Fuoco di Sant’Antonio” e la complicanza più comune è la nevralgia post erpetica, caratterizzata da dolore neuropatico che può diventare invalidante e durare a lungo, resistendo agli antidolorifici.

Oltre ai soggetti “over 65” queste ed altre vaccinazioni sono consigliate in “soggetti fragili” ed “a rischio”, anche prima dei 65 anni.

Una particolare valutazione va fatta per consigliare le vaccinazioni a donne “in gravidanza”, mentre per i “bambini” vanno seguite le indicazioni dei pediatri in base alle diverse fasce di età.

Non resta che augurare una buona vaccinazione a tutti

Dott. Giulio Donazzan – Presidente di LILT Bolzano

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