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Gestire il linfedema

Terapia del movimento contro il linfedema agli arti superiori con il Dragon Boat
della LILT di Bolzano

Per ripristinare la circolazione dei liquidi sotto pelle

Il linfedema è una patologia cronica, progressiva e debilitante che determina un rigonfiamento che solitamente si localizza a livello di gambe o braccia a causa di una mancanza di un drenaggio della linfa sotto la pelle, dovuto ad una disfunzione del sistema linfatico. Provoca dolore e difficoltà a muoversi liberamente.

E’ in aumento soprattutto perché in sei casi su dieci riguarda pazienti oncologici che vanno incontro a questo disturbo, come conseguenza delle terapie affrontate, soprattutto nel caso di cancro al seno, ma non solo.
Se ne parla però ancora troppo poco, persino con chi deve sottoporsi alle cure per un tumore: così i pazienti non vengono educati in modo appropriato sui possibili trattamenti che, se messi in atto in fase iniziale, risultano invece essere più efficaci a contenere il problema.

Il linfedema è un accumulo anomalo di liquidi dovuto a un difetto di circolazione a livello dei vasi linfatici. Questi si diramano lungo tutto l’organismo e trasportano la linfa, un liquido incolore ricco di globuli bianchi, importante per le difese immunitarie.
Lungo questi vasi si trovano i linfonodi, piccoli organi di forma ovale che costituiscono la prima sede di attivazione della risposta immunitaria contro gli agenti patogeni. Per questo motivo, i linfonodi sono concentrati in sedi strategiche come le ascelle, l’inguine o il collo.
Nel momento in cui il liquido permane e non viene correttamente drenato si verifica l’aumento di volume di un arto.

In poco meno del 60% dei casi il linfedema è secondario a terapie oncologiche.
Riguarda tra il 20 e il 40% dei pazienti in cui è stato necessario intervenire con lo svuotamento dei linfonodi ascellari, inguinali e pelvici come può accadere per la cura di tumori al seno, dell’area ginecologica (utero, cervice, ovaio. vulva), all’intestino, urologici e melanomi cutanei. Se trattato precocemente i sintomi possono ridursi fino al 70%.

Molti tumori hanno la tendenza a diffondersi attraverso i vasi linfatici e la linfoadenectomia ha lo scopo di rimuovere radicalmente la malattia o il rischio di recidiva nel tempo.
Anche con la radioterapia si possono ottenere effetti simili».
Solitamente il gonfiore si sviluppa dopo 6/14 mesi dall’intervento chirurgico, ma può insorgere molti anni dopo.
La sensazione che vestiti, anelli, orologi, scarpe stringano più del solito, le alterazioni della sensibilità al tatto, formicolii a mani o piedi, modifiche della cute (testa, arrossata o secca) o il dolore  sono in genere le prime manifestazioni del linfedema e spesso precedono il gonfiore evidente. L’importante è non trascurare i “campanelli di allarme”.

Dolomites Pink Ladies – LILT Bolzano in riscaldamento prima della terapia del movimento

Poiché il sovrappeso rallenta la circolazione linfatica, un adeguato regime alimentare insieme a corretti stili di vita sono fondamentali per combattere il linfedema. 
Un grande aiuto può poi arrivare dall’attività fisica che invece favorisce la circolazione e, riducendo sensazione di gonfiore e pesantezza, migliora i movimenti dell’arto interessato. 

Da evitare sono gli sport che possono causare strappi muscolari, particolarmente consigliati (anche per il benessere psicologico che deriva dal movimento) sono invece: canottaggio, dragon boat, nordic walking per gli arti superiori; ciclismo, tapis roulant e cyclette per gli inferiori; nuoto, acquagym, ginnastica dolce e stretching, danza e Tai Chi vanno bene per entrambi i casi.

Dei 350mila italiani che soffrono di linfedema il 60% è stato operato per un tumore.
Troppo spesso i pazienti affetti da questa condizione vengono indirizzati in maniera inadeguata o, ancor peggio, quella che è una patologia viene scambiata per un banale problema estetico.

E’ invece opportuno effettuare una diagnosi specifica e quanto più iniziale possibile per poter indirizzare le persone verso il miglior iter terapeutico nel loro caso. E per farlo oggi l’esame di prima scelta è la linfoscintigrafia, che può visualizzare il sistema linfatico ed evidenziarne le possibili alterazioni.
E’ possibile tenere sotto controllo utilizzando bracciali o calze elastiche e utilizzando alcune tecniche di autocura che comprendono l’autobendaggio, la ginnastica decongestiva, l’automassaggio e la pressoterapia domiciliare. Così molti linfedemi tendono a stabilizzarsi nel tempo.
Se il disturbo viene trattato in tempo è possibile condurre una vita del tutto normale. 

Il trattamento del linfedema ha lo scopo di ridurre il gonfiore e migliorare la funzionalità dell’arto, favorendo il drenaggio linfatico: le diverse opzioni terapeutiche possono alleviare i sintomi, ma molto spesso è necessario molto tempo per notare un miglioramento.
I trattamenti principali consistono in massaggi manuali. 

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”


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