Informazione!

“SEPSI”. Secondo l’OMS entro il 2050 causerà più morti delle patologie oncologiche

Il 13 settembre è stata la Giornata Mondiale contro la Sepsi

La sepsi è una grave risposta di tutto l’organismo alla batteriemia o a un’altra infezione. La sepsi grave è una sepsi complicata dallo scompenso di un apparato essenziale dell’organismo oppure da un apporto inadeguato di sangue verso alcune parti del corpo a causa di un’infezione. 
Lo shock settico è l’abbassamento eccessivo della pressione arteriosa (shock), potenzialmente letale, dovuto alla sepsi. 
La sepsi colpisce oltre 30 milioni di persone nel Mondo e, secondo l’Oms, entro il 2050 causerà più decessi delle malattie oncologiche.
«In Italia, l’incidenza è di una persona su mille abitanti ed è in costante aumento a causa di vari fattori come l’invecchiamento della popolazione e i progressi della medicina, che portano con sé interventi chirurgici e manovre invasive» spiega la dottoressa Gianpaola Monti.

Cosa provoca tale reazione non fisiologica ancora non è chiaro: si sa però che «qualunque infezione può potenzialmente dare origine a sepsi». 

Per fermare quest’emergenza, bisogna prevenire le infezioni con vaccini e misure igieniche di base e diffondere la consapevolezza di questo problema. La tempestività è tutto: una diagnosi effettuata in ritardo può significare per il paziente una rapida evoluzione verso lo shock settico, che ha una mortalità del 70-80%.
La sepsi, infatti, continua a essere una delle cause principali di mortalità materna e neonatale. Ciò anche nel nostro Paese, dove ogni anno si verificano dalle 450 alle 700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale.

Solitamente, la risposta che l’organismo dà all’infezione si limita alla specifica area infetta. Nel caso della sepsi invece, la risposta all’infezione coinvolge l’intero organismo ed è chiamata “risposta sistemica”.
Molto spesso, la sepsi è causata da infezioni dovute a certi tipi di batteri solitamente acquisiti in ospedale. Raramente è causata da funghi, come la Candida.

Le infezioni che possono causare sepsi solitamente insorgono prima nei polmoni, nell’addome o nel tratto urinario. Nella maggior parte dei soggetti, queste infezioni non si trasformano in sepsi. 
Tuttavia, talvolta i batteri si diffondono nel flusso sanguigno (una condizione chiamata batteriemia) e da qui può quindi svilupparsi la sepsi. 

Sintomi:
la maggior parte dei pazienti sviluppa febbre, ma alcuni presentano temperatura corporea bassa. I pazienti possono essere colpiti da forti brividi e sentirsi deboli. Possono presentarsi anche altri sintomi secondo il tipo e la localizzazione dell’infezione iniziale.
La frequenza respiratoria, il battito cardiaco o entrambe possono accelerare. 
Quando la sepsi peggiora, i pazienti entrano in stato confusionale e diventano meno attivi. La pelle diviene calda e arrossata. Il polso risulta accelerato, così come la frequenza respiratoria. La frequenza di minzione e la quantità di urina si riducono e la pressione arteriosa diminuisce. 
Successivamente, la temperatura corporea spesso scende al di sotto dei livelli normali e la respirazione diventa molto difficile. La pelle può divenire fredda e pallida, a chiazze o cianotica perché il flusso sanguigno è ridotto. La riduzione del flusso sanguigno può causare la morte dei tessuti, anche di quelli appartenenti a organi vitali (come l’intestino), con conseguente cancrena. 

In assenza di trattamento, la maggior parte delle persone colpite da shock settico muore. Persino con il trattamento esiste un rischio significativo di decesso. Mediamente, il decesso avviene in una percentuale di persone con shock settico variabile dal 30 al 40%. 
Tuttavia, il rischio di mortalità varia notevolmente in rapporto a molti fattori, tra cui la tempestività del trattamento, il tipo di batteri coinvolti (in particolare se sono resistenti agli antibiotici) e lo stato di salute di base del paziente. 

I medici trattando immediatamente la sepsi, la sepsi grave e lo shock settico con antibiotici, senza attendere i risultati dei test che confermino la diagnosi, perché un ritardo nel trattamento antibiotico diminuisce notevolmente le possibilità di sopravvivenza. Il trattamento avviene in ospedale. 
Le persone che presentano sintomi di sepsi grave o shock settico vengono immediatamente ricoverate in un’unità di terapia intensiva per il trattamento.

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”



Logo LILT

Seguiteci anche sul nostro sito internet:
www.liltbolzanobozen.com

I nostri collaboratori:

fare-un-giornalino_01

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...