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Il lato positivo dei social

Quante volte abbiamo sentito critiche rivolte ai social ed ai possibili rischi a loro connessi? Quante volte li abbiamo criticati in prima persona?

Dalle varie ricerche si evidenziano spesso correlazioni tra l’uso dei social network e la salute mentale.

L’organizzazione mondiale della sanità (WHO) fa notare che il 10-20% dei bambini e adolescenti riportano di aver esperito problematiche riguardanti la propria salute mentale. È stato stimato che il 50% di tutti i disturbi mentali si stabilisce all’età di 14 anni ed il 75% all’età di 18 anni. La Mental Health Foundation riporta che i disturbi più comuni nei bambini e negli adolescenti sono, rispettivamente, disturbi d’ansia ed i disturbi depressivi. La Royal Society for Public Health & Young Health Movement sostiene che le diagnosi dei disturbi d’ansia e dei disturbi depressivi hanno subito, nei giovani, un incremento del 70% in questi ultimi 25 anni. La depressione e l’ansia hanno conseguenze negative sullo sviluppo adolescenziale, tra cui il raggiungimento di un basso livello educativo, presenza di dropout scolastico (uscire dal sistema scolastico senza un titolo di studio), relazioni sociali difficili ed incremento del rischio di abuso di sostanze e del rischio di suicidi.

I social media costituiscono un fattore importante che potrebbe aver aumentato questo numero di diagnosi, data la facilità con cui si è potuto condividere le esperienze personali nell’era delle informazioni digitali. Mentre in passato i problemi di salute mentale si soffrivano in isolamento, oggi un giovane in difficoltà può facilmente trovare altre persone con problematiche simili alle sue, e sentirsi aiutato (ma non è detto) attraverso l’interazione sociale con singoli o gruppi.

Ma cosa vuol dire tutto questo? C’è davvero solo un’ottica negativa o c’è anche un lato positivo in tutto ciò?

La risposta è molto semplice: i social sono positivi quanto negativi in base all’utilizzo che se ne fa e a quanto tempo si passa su di essi.

Alcuni esempi di utilizzo positivo e produttivo dei social possono essere dati da persone, comuni o anche con una certa visibilità, come:

Carlotta Nobile, talentuosa violinista beneventana e direttore dell’orchestra da camera dell’Accademia di Santa Sofia, che ha utilizzato i suoi social come “diario della malattia”. Carlotta aveva deciso di raccontare la sua battaglia contro il terribile melanoma metastatico che l’aveva colpita in giovanissima età attraverso le pagine di un blog anonimo, “Il cancro e poi”, tramite il quale ha infuso coraggio e speranza a migliaia di persone. Nel suo blog Carlotta scriveva “lottando contro ‘il coccodrillo’, non bisogna aver paura di parlarne. Io combatto aspettando il mio ‘E Poi…”. Carlotta Nobile aveva affrontato il suo destino con forza e con la volontà di cercare qualcosa di positivo anche nel dolore e nel dramma. Ancora oggi, a distanza di otto anni dalla sua scomparsa, Carlotta continua a diffondere il suo messaggio positivo attraverso le attività che vengono svolte nella Sala della Musica a lei dedicata presso il Reparto di Oncologia dell’Ospedale S. Maurizio di Bolzano.

Nadia Toffa, nota per essere stata una delle principali inviate della nota trasmissione “Le Iene”, ci ha lasciati nell’agosto del 2019. Da quando ha scoperto di aver contratto un glioblastoma ha utilizzato i propri profili social per raccontare la propria malattia, traendo sostegno e supporto dai propri followers, tanto da scrivere sul suo profilo Instagram “Mi sento il cuore esplodere per l’amore e l’affetto che mi avete dimostrato, mi sento avvolta in un abbraccio caldo mai provato prima”. Sempre attraverso il canale dei social, la famiglia Toffa ha ricevuto un enorme conforto e supporto psicologico da tutti gli amici ed i fans di Nadia. Su Facebook è attiva la Fondazione in ricordo di Nadia Toffa, in supporto della ricerca contro il cancro e dei più bisognosi.

Shannen Doherty, l’attrice americana nota per aver interpretato Brenda Walsh in Beverly Hills 90210 e Prue Halliwell in Streghe, che da anni continua la sua lunga e difficile lotta contro un tumore al seno. Shannen mostra ogni giorno la sua vita quotidiana attraverso i social network per far vedere e conoscere quanto la vita possa continuare nella normalità anche dopo una diagnosi di cancro al quarto stadio. Ovviamente non sono mancati i momenti difficili, come quando ha dovuto annunciare che il tumore al seno era tornato ed era ancora più aggressivo della prima volta. Infatti, Shannen aveva già combattuto e vinto una prima battaglia contro il tumore, che purtroppo però dopo quattro anni si è ripresentato. Tuttavia, l’attrice ha trovato il modo di reagire e di confortare così tramite i social anche altre persone, cercando anche di condividere un selfie senza trucco in cui scrive “Guardando dei film sta sera ho notato che c’erano pochi personaggi femminili con cui potrei relazionarmi. Intendo donne senza filler, senza botox, senza lifting. Donne che hanno abbracciato il loro volto e tutta l’esperienza che esso può mostrare. Io ho vissuto. Amo il fatto che ho vissuto e che il mio viso riflette la mia vita. Sono sopravvissuta a molte cose, sì al cancro, ma non solo. Ora mi abbraccio. Finalmente. Basta con la percezione delle donne che le riviste e Hollywood vogliono farci entrare nella testa. Voglio vedere donne come me. Donne come noi”. Shannen ha anche raccontato che, nonostante cerchi di fare una vita quanto più normale possibile, sa che potrebbe finire presto e cerca quindi di godersi ogni piccola cosa.

Axel Kahn, il 76enne oncologo francese che ha commosso la Francia lasciando sui suoi social il suo addio “Mi resta poco da vivere, ma sono sereno”. L’ex presidente della Lega francese contro il cancro scrive “Non sono mai stato ossessionato dalla morte, è una compagna molto speciale. Non ho paura della morte, la sfido con la stessa ironia anche se so che vincerà. Quello che mi rende felice è di aver potuto, in quest’ultimo periodo, fare quello che più di tutto conta per me: il mio dovere e la trasmissione agli esseri che amo. Ho avuto una vita felice posso dire, alla fine, che non è grave che io muoia, perché ho vissuto bene”. Attraverso il suo profilo Facebook racconta quasi quotidianamente il diario della sua lotta contro il cancro, cercando così di aiutare sé stesso e gli altri a superare le difficoltà di nominare e parlare del cancro e della morte. Il suo pensiero infatti è che più se ne parla, più lo si combatte e più avremo il coraggio di chiamarlo per nome, più lui arretrerà.

Insomma, i social possono essere sfruttati in modo positivo!

Oltre ad un semplice modo per tenerci in contatto con amici e parenti, i social possono essere di sostegno e conforto per tanti. Anche ragazzi giovani con disturbi alimentari o di autolesionismo (disturbi molto diffusi tra i più giovani) spesso si sentono più a loro agio a parlare e condividere le loro esperienze tramite social con coetanei, anche a loro estranei, che hanno lo stesso “problema” e quindi possono capire meglio lo stato emotivo ad esso collegato; di conseguenza, si trovano in uno stato di reciproco supporto e sensazione di comprensione, che gli trasmette una maggiore forza per lottare contro il disturbo o la malattia da cui sono affetti.

Con un equilibrato tempo di utilizzo ed una corretta (nonché rispettosa delle regole) attività, i social possono aiutare noi e le persone che ci seguono. Non tutti sono ammodo, ma c’è sempre la possibilità di bloccare i profili che non ci piacciono o che troviamo inopportuni.

Ricordate che l’anonimato nel web è una pura e semplice illusione…


di Ilaria Furlani
studentessa universitaria della facoltà di
Scienze e Tecniche Psicologiche





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