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15 febbraio – Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile

In occasione della Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile, vi riportiamo di seguito alcuni dati dell’AIRC con notizie decisamente confortanti.

I tumori in età pediatrica sono relativamente rari, ma restano comunque la seconda causa principale di morte tra i bambini. Dalla seconda metà degli anni Novanta, in Italia, l’aumento dell’incidenza dei tumori infantili si è fermato e la mortalità è in costante diminuzione. AIRTUM, l’Associazione italiana registri tumori, ha stimato che per il quinquennio 2016-2020, in Italia, siano state diagnosticate 7.000 neoplasie tra i bambini e 4.000 tra gli adolescenti (15-19 anni), in linea con il quinquennio precedente. La media annuale stimata è di 1.400 casi nella fascia d’età 0-14 anni e 900 in quella 15-19 anni.

Si continua ad osservare una leggera crescita solo per alcuni tipi di tumore tra gli adolescenti: sono aumentate di circa il 2% ogni anno le diagnosi di tumori maligni tra le ragazze, mentre di circa l’8% ogni anno di tumori della tiroide in entrambi i sessi.

I tumori più frequenti tra gli 0 e i 19 anni sono le leucemie acute, con circa 500 nuovi casi ogni anno, ovvero un terzo di tutte le nuove diagnosi; seguono con 400 nuovi casi i tumori cerebrali. Entrando più nel dettaglio, i tumori più diffusi sono i linfomi (16%), i tumori maligni del sistema nervoso centrale (13%), tra cui il glioma, i tumori del sistema nervoso autonomo (8%), tra cui il neuroblastoma, i sarcomi dei tessuti molli (7%), i tumori del rene (5%), delle ossa (5%), della retina, della tiroide e altre forme rare. Tra gli 0 e i 5 anni il tumore più frequente è il neuroblastoma, mentre negli adolescenti, quindi alla fascia di età tra i 15 e i 19 anni, i più frequenti sono i linfomi di Hodgkin, i tumori della tiroide e le leucemie.

Quel che è decisamente cambiato, negli ultimi quarant’anni, è il tasso di mortalità dei tumori pediatrici che è in netta diminuzione. I bambini ed i ragazzi tra 0 e 19 anni che muoiono di tumore sono sempre meno: nel 2008 i decessi erano circa un terzo di quelli registrati nei primi anni Settanta, e oggi oltre l’80 per cento dei pazienti guarisce. Il merito è largamente attribuibile all’uso della chemioterapia, chirurgia, radioterapia e, per i tumori del sangue (ed in particolare le leucemie), si aggiunge quello del trapianto di midollo, secondo schemi messi a punto grazie alla cooperazione internazionale fra oncologi e pediatri.

È bene ricordare che nella maggior parte dei casi i tumori infantili non dipendono dagli stili di vita, sui quali l’individuo può intervenire cambiando abitudini, ma da fattori non del tutto noti, per cui è più difficile pensare a interventi di prevenzione. Alcuni tumori rari, come il retinoblastoma o il tumore al rene di Wilms, sono provocati da mutazioni ben conosciute e/o appartengono a condizioni ereditarie ben note, ma per la maggior parte degli altri tipi di tumori non si riconoscono cause chiare delle malattie.

Per quanto riguarda i fattori ambientali, che spesso finiscono sul banco degli imputati, sappiamo che in generale possono avere un ruolo nella formazione dei tumori – basta per esempio pensare al fumo di sigaretta, anche passivo. Quando viene comunicata la diagnosi, molti genitori sono assaliti da sensi di colpa che li portano a pensare che la causa risieda in abitudini poco salutari tenute magari anche in gravidanza. È importante ribadire che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno alcuna responsabilità. I genitori possono però decidere di proteggere i propri figli dallo sviluppo di alcuni tipi di tumori attraverso specifiche vaccinazioni.

Sotto questo aspetto, noi della LILT ci teniamo ad invitarvi ad avere fiducia nella scienza e nella medicina, più che nei “tuttologi” online.



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