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I vaccini anticancro

Da tempo in commercio cure preventive contro HPV e HBV

PREVENIRE il tumore si può, conducendo uno stile di vita sano, mangiando in maniera equilibrata, facendo attività fisica, non fumando e non esagerando con l’alcool.

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Ma è possibile prevenire il tumore anche attraverso un vaccino. È infatti ormai appurato che alcuni tumori, come quello primitivo del fegato o quello del collo dell’utero nelle donne, sono causati da virus. E contro questi virus sono da anni disponibili delle vaccinazioni, efficaci e sicure.

Questi vaccini anti-cancro sono detti ‘profilattici‘ (o preventivi) poiché vengono somministrati per prevenire la comparsa del tumore. Appartengono a questa categoria i vaccini contro il papillomavirus umano (HPV) e quello contro il virus dell’epatite B (HBV).

Il papillomavirus umano (HPV).

È un virus a DNA del quale si conoscono oltre 120 tipi diversi; 13 di quelli che colpiscono l’area genitale possono causare dei tumori e sono detti pertanto ‘ceppi ad alto rischio’. L’HPV è un virus molto comune e contagioso; si calcola infatti che otto donne su 10 tra quelle sessualmente attive contraggano l’infezione nel corso della vita, e che una su due si infetti con un ceppo ad alto rischio.

Quella da HPV è in assoluto la più frequente infezione a trasmissione sessuale e in particolare la più frequente nella popolazione femminile.

L’infezione di per sé è asintomatica e questo ne favorisce la diffusione. Le lesioni precancerose si sviluppano in genere a distanza di 5 anni dall’infezione, mentre il tumore può comparire dopo decenni dal momento dell’ingresso del virus nel corpo.

L’HPV è responsabile della quasi totalità dei casi di cancro del collo dell’utero (cervice) e di buona parte dei casi di cancro anale (90%), di vagina, vulva, pene (40%).

Il carcinoma della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso tra le donne; in Italia se ne registrano ogni anno 3.500 casi e oltre un migliaio di decessi a esso correlati.

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Vaccino HPV gratuito.

In Italia, la vaccinazione contro l’HPV è offerta gratuitamente alle ragazze entro il dodicesimo anno di età. Questo vaccino è infatti molto efficace nel prevenire il carcinoma del collo dell’utero soprattutto se effettuato prima dell’inizio dell’attività sessuale.

In Italia sono disponibili due vaccini contro il papilloma virus. Entrambi i vaccini presentano un’efficacia superiore al 90% nel prevenire l’infezione e proteggono dunque dall’insorgenza delle lesioni precancerose. Molto buono è anche il loro profilo di sicurezza e tollerabilità.

La mortalità per il tumore della cervice uterina si è molto ridotta negli ultimi vent’anni grazie allo screening (Pap test).

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L’epatite B e il fegato (HBV).

Un altro vaccino preventivo è quello contro il virus dell’epatite B (HBV), responsabile dell’80% dei casi del carcinoma primitivo del fegato. Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono circa 240 milioni le persone con infezione cronica da HBV nel mondo e ogni anno si contano oltre 500 mila decessi causati da questo tumore.

A 5 anni dalla diagnosi di epatocarcinoma solo il 10% dei pazienti è ancora vivo.

Le persone con infezione cronica da virus dell’epatite B hanno un rischio 100 volte superiore di sviluppare un cancro del fegato, rispetto alle persone non infette.

Nella maggior parte dei casi il tumore insorge dopo che l’attacco ripetuto del virus contro il fegato ha provocato la cirrosi, ma non è sempre così. Questo vaccino ha un’efficacia del 95% nel prevenire l’infezione e quindi lo sviluppo dell’epatopatia cronica e del cancro del fegato dovuti all’HBV.

L’OMS raccomanda che tutti i neonati ricevano il vaccino anti-HBV appena possibile, preferibilmente entro 24 ore dalla nascita (vaccinazione a 3 o a 4 dosi).

Neonati e soggetti a rischio.

In Italia la vaccinazione anti-HBV è obbligatoria dal 1991 per tutti i nuovi nati e prevede una somministrazione per via intramuscolare in tre momenti diversi, al tempo zero, poi a distanza di 1 e 6 mesi. La vaccinazione viene inoltre offerta ai soggetti a rischio, quali ad esempio i pazienti sottoposti di frequente a trasfusioni, gli emodializzati, i detenuti, i conviventi delle persone con infezione cronica da HBV, il personale sanitario, i sieropositivi, gli omosessuali, chi si reca all’estero in paesi ad alta endemia di HBV. Il vaccino anti­HBV – ricorda l’OMS – ha un eccellente profilo di sicurezza e di efficacia.

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Altri vaccini preventivi in fase di sperimentazione.

Nel mondo sono allo studio anche tutta una serie di nuovi vaccini mirati a prevenire il tumore. Uno studio di fase 2 dedicato alle donne dai 18 anni in su sta valutando l’effetto del vaccino NeuVax nel prevenire le recidive di tumore della mammella in pazienti già operate.

di M.Rita Montebelli

Fonte: Pubblicazione LILT “Prevenire Insieme”


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